ITALIA ? Libro bianco danni collaterali legge droga. Fini-Giovanardi ha provocato emergenza umanitaria

giugno 26, 2012
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(solo gli utenti registrati possono vedere il link, effettua il login o registrati)Raddoppiano i detenuti presenti in carcere per l’articolo 73 della legge Fini-Giovanardi, relativo alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti a fini di spaccio: si e’ passati dai 10.312 nel 2006 ai 21.562 nel 2011, secondo dati del ministero dell’Interno. Ad aumentare sono anche gli ingressi in carcere per droga in rapporto al totale, passati dal 28% del 2006 al 33,15% del 2011. Sono alcuni dati contenuti nel Terzo libro bianco sui danni collaterali della legge sulle droghe Fini-Giovanardi, dal titolo ‘Sprigioniamo le droghe’, presentato dalle associazioni Antigone, Forum droghe, Cnca e Societa’ della Ragione, presentato oggi a Roma, in Senato.
Secondo lo studio, inoltre, aumentano le denunce, specie per l’art.73: da 29.724 nel 2006 a 33.686 nel 2011. Ma sono significativi anche i dati che riguardano la repressione al consumo. Infatti aumentano le segnalazioni al prefetto per mero consumo personale: da 39.075 segnalati nel 2006 a 47.093 nel 2008, nel 2009 il dato provvisorio era di 37.800. Il 74% dei segnalati era in possesso di uno spinello. “Bisogna ricordare come esempio di ‘persecuzione di massa’ – puntano il dito le associazioni – che dal 1990 al 2010 le persone segnalate ai prefetti per le sanzioni amministrative sono state 783.278. Piu’ che raddoppiate le sanzioni irrogate: da 7.229 nel 2006 a 16.154 nel 2010″. Ma il dato allarmante e’ il crollo per le richieste di programmi terapeutici: da 6.713 nel 2006 ad appena 518 nel 2010.
In calo anche le misure alternative al carcere: si passa dalle 3.852 persone in affidamento nel 2006 a 2.816 al maggio 2012. Prima del 2006, la maggioranza dei tossicodipendenti godeva dell’affidamento dalla liberta’, con la nuova legge il rapporto si e’ invertito: al 30 maggio 2012, 1.854 persone erano in affidamento dopo essere passate dal carcere, a fronte di 962 soggetti provenienti dalla liberta’”.
Secondo le associazioni l’impatto carcerario della legge Fini-Giovanardi rappresenta la principale causa del sovraffollamento dei penitenziari. “E’ urgente – dicono – una modifica, iniziando da norme che definiscano come reato autonomo l’ipotesi di lieve entita’ dell’art.73 con una pena ridotta che escluda l’ingresso in carcere.
Bisogna poi – chiedono – cancellare la legge Cirielli sulla recidiva e rendere di nuovo praticabili le alternative terapeutiche, sia per le condanne carcerarie che per le sanzioni amministrative”.
Il ‘Libro Bianco’ denuncia inoltre che: nel 2011 tra le persone denunciate per l’art.73, ben 14.680 lo sono state per detenzione e spaccio di cannabis, pari al 41% del totale, mentre gli arrestati sono stati 28.552 contro i 25.730 del 2006. Le operazioni di polizia – si legge ancora nel dossier – sono state 21.116 e i sequestri testimoniano un aumento del 54,19% per la marijuana e del 29,43% per l’hashish rispetto invece a un -45,97% per l’eroina.
“La Fini-Giovanardi non e’ una legge antidroga, e’ uno dei punti piu’ bassi del sistema giuridico italiano”, accusa il senatore Pd, Roberto Della Seta. “Mentre nel resto del mondo si discute sui problemi della droga – dice Franco Corleone, segretario del Forum droghe -in Italia la questione non e’ nemmeno presente nell’agenda politica”. Dello stesso avviso anche il senatore Marco Perduca dei Radicali che ribadisce: “Il problema e’ che in Italia si parla di tutto tranne che delle sostanze stupefacenti e dei problemi ad esse legati”.
Secondo Roberto Di Giovan Paolo del Pd bisogna insistere sul tema dell’accoglienza e del reintegro in societa’: “Se non reintegriamo in societa’ delle persone che hanno bisogno di cure e assistenza psicologica e sociale, poi ci dobbiamo chiedere come funzionano Asl e Sert. Bisogna anche rivedere le funzioni degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari, che rappresentano un’emergenza sociale”. Il ‘Libro Bianco’ -annuncia Corleone- sara’ inviato anche al ministro per la Cooperazione e l’Integrazione con delega alla lotta alle tossicodipendenze, Andrea Riccardi e ai suoi collaboratori “affinche’ possano prendere visione dei dati”.


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