K2 x TOP44

luglio 15, 2012
in Category: Indoor
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Siamo già arrivati all’ultima parte della serie K2 x Top44. Le `signorine’ nel frattempo sono già `state dal parrucchiere’, ma fortunatamente siamo riusciti a fare qualche fotografia

durante la loro seduta. Le cime dei fiori non erano estremamente ampie, ma probabilmente questo è dovuto in parte all’ibrido, dato che una K2 non è certo nota per la grande resa. 1 germogli erano così ricoperti di resina e avevano un bellissimo aspetto, quindi diciamo che il tutto è stato compensato.


Sin dagli articoli precedenti parliamo delle condizioni ambientali ideali in cui le piante si possono sviluppare al massimo, bene, ora passeremo a trattare la questione dei livelli di CO2 nello spazio di coltura. 1l fatto che la quantità di CO2 sia di vitale importanza per il buono sviluppo della pianta di marijuana è ormai noto, anche se in realtà pochi coltivatori prestano attenzione a questo aspetto. È un peccato, perché se le piante di marijuana vanno pazze per qualcosa, questo è proprio il livello di CO2.

CO2

Da coltivatori noterete gli effetti consistenti dei livelli di CO2 quando le piante sono riuscite ad utilizzarla a fondo. Per mantenere sotto controllo i livelli di CO2, in questo articolo useremo per la prima volta un misuratore di anidride carbonica. Non ho mai utilizzato uno strumento di misura per i miei articoli sulla coltivazione, quindi è nuovo anche per me.

La maggior parte delle stanze di coltura presenta un livello di CO2 di almeno 300 ppm. Si tratta della concentrazione ideale per un coltivatore, in quanto non si fa fatica ad aumentare. Solo le stanze di coltura con poca aria corrente hanno una concentrazione inferiore alle 300 ppm.

Per le piante (e quindi anche per il coltivatore) si tratta di un aspetto (molto) molto importante. Come vi ho già detto: le signorine vanno fuori di testa con la CO2 e quando ne hanno poca nello spazio di coltura, crescono e si sviluppano in maniera peggiore rispetto alle sorelle della stessa varietà che crescono in un ambiente ricco di CO2, con i livelli dunque che desiderano. 1n poche parole, quando noi coltivatori vogliamo tutti i nostri mezzi per raggiungere un buon raccolto, non possiamo permetterci di ignorare l’importante contributo dato dalla CO2.

Parti per milione


il livello di CO2 nel nostro spazio di coltura si è assestato attorno a 548 ppm (=parti per milione) e questo livello può essere definito ragionevole/ buono, se lo paragoniamo allo spazio di coltura standard. Ciononostante, è possibile avere anche concentrazioni superiori di CO2. 1 professionisti operano spesso su una scala ampia e più da esperti e talvolta ho sentito parlare di coltivatori che hanno portato la concentrazione di CO2 del loro spazio di coltura vicina alle 1.400 ppm!!! Questi livelli eccezionalmente alti di CO2 possono essere gestiti solo dai veri fanatici. Sebbene si tratti di ambienti straordinari in cui far crescere le piante (di marijuana), vi assicuro che non offrono certo condizioni ottimali ai coltivatori, che ci deve stare e lavorare! 1n una situazione simile non si parla di piante stressate, ma di coltivatori che vanno fuori di testa, perché il livello di ossigeno si abbassa notevolmente nel loro spazio di coltura. È come andare a fare una passeggiata in (alta) montagna. Ogni volta che il livello di CO2 aumenta, significa che si verifica una diminuzione corrispondente nella concentrazione di ossigeno.

Gas da campeggio

Temo che gli strumenti per aumentare il livello di CO2 non siano del tutto economici e forse questo è il motivo per cui non sono così diffusi fra i coltivatori. Un metodo per aumentare il livello di CO2 nella stanza di coltura, senza fare danni, è l’utilizzo di un fornello a gas. Durante la combustione, la CO2 viene rilasciata e le piante vi ringrazieranno immediatamente per questo. Sono diffusi soprattutto i fornelletti da campeggio, dal momento che sono molto stabili, facilmente ricaricabili e per il coltivatore medio, hanno un prezzo abbordabile. Vi consiglio di comprare qualcosa di più caro, come quelli che hanno il bruciatore avvitato in cima. Lo dico per ragioni di sicurezza. Ci sono varianti più economiche sul mercato dove si può staccare il bruciatore e incastrarlo alla bombola, ma è risaputo che portano a perdite di gas. Si tratta di una situazione molto pericolosa, perché la fiamma o anche la minima scintilla possono portare a uno scoppio. Quindi state attenti e prendete un modello un po’ più caro di fornello.


Luce

La maggior parte dei coltivatori fanno andare il fornello durante le ore di buio e lo usano anche in inverno per scaldare un po’ lo spazio di coltura. Da coltivatore vi dico che si prendono così due piccioni con una fava, perché da un lato si aumenta un po’ il livello di CO2 nello spazio di coltura e dall’altro si riscalda anche l’ambiente, così che la temperatura non si abbassa mai esageratamente (durante le ore di buio). Oltre a ciò, il ciclo del buio è anche utilizzato dai coltivatori per fare andare i fornelli perché le lampadine di solito non sono accese e quindi il calore aggiuntivo del fornello non aumenta la temperatura in maniera eccessiva e quindi pericolosa. Se dovessimo lasciare accese le luci mentre funziona il fornello nella stanza, perderemmo velocemente il controllo della temperatura.

Inoltre, se dovessi basarmi sulla mia esperienza, vi direi anche che le piante possono sopportare una temperatura (leggermente) più elevata quando sono a contatto con un livello superiore di CO2 nella stanza. Quindi un piccolo aumento della temperatura (grazie alla combustione del fornello) non è così male. Tenete sott’occhio la situazione e assicuratevi sempre che non diventi troppo forte. Inoltre durante le ore di buio fate in modo che la luce emessa dal fornello non si rifletta troppo sulle piante. Sebbene data la quantità di luce prodotta non si possa evitare una parziale esposizione delle piante alla stessa, potete fare in modo che subiscano il minimo stress possibile. Quindi mettete il fornello dietro a una lastra d’acciaio, in modo tale che le piante possano godersi il ciclo di buio e riposare in santa pace.

Consiglio
Un altro consiglio, dato che la capacità del fornello non è così elevata, è il fatto che la concentrazione di CO2 si metterà un bel po’ ad aumentare. Da coltivatori possiamo favorire tale processo, per esempio abbassando la potenza dell’aspiratore oaddirittura spegnendolo temporaneamente. Trucchi di questo tipo possono accelerare notevolmente il processo di aumento del livello di CO2 nella stanza di coltura. Dopo tutto, la CO2 non verrà più aspirata allo stesso ritmo in cui si forma, ma potrà rimanere un po’ nell’aria, specie nelle zone che ci servono. Naturalmente, se facciamo cose radicali come questa, è bene fermarsi a controllare lo spazio di coltura in modo tale da essere pronti a intervenire se necessario. Se spegniamo
l’aspiratore o se ne abbassiamo temporaneamente, si possono verificare alcuni effetti collaterali, come un aumento della temperatura e un (notevole) incremento dell’umidità, quindi questa è la prima ad essere aspirata verso l’esterno.
Ovviamente si produrrà anche un aumento dell’odore (la K2 x Top44 produce un odore molto forte) e inoltre questo si diffonderà più rapidamente se l’aspiratore è spento o funziona con
meno potenza. In poche parole, si tratta di aspetti che noi coltivatori dobbiamo tenere sotto controllo, a iniziare dalla preparazione del lavoro.
Nel prossimo articolo parleremo di come possiamo creare uno spazio di coltura e di ciò a cui dobbiamo stare attenti nel farlo. Un sacco di informazioni utili. Alla prossima!

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