Corso di coltivazione di cannabis per novizi IV

maggio 13, 2013
in Category: Outdoor
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cli­matica sia adatta, dato che richiederà un autunno mite, senza gelate o tem­porali. Bisogna controllare che le luci notturne non interrompano il ciclo di buio, dato che la pianta ha bisogno di un periodo di buio ininterrotto per una fioritura completa.

È sbagliato raccogliere secondo le indi­cazioni riportate nel catalogo o i sug­gerimenti di altri coltivatori di canna­bis che hanno già provato la genetica. Questi dati sono riferimenti genera­li, ma la realtà è un’altra. Ogni luogo e pianta sono realtà a sé. Il metodo maggiormente noto per determinare il momento del raccolto è quello dei pistilli: le cime sono composte di questi filamenti bianchi, che con la maturazio­ne della pianta abbandonano il colore bianco immacolato e acquisiscono toni scuri. Una volta che oltre il 70% del colore è cambiato, è giunto il momento di raccogliere. Questo metodo è di faci­le applicazione, ma non è affidabile al 100%, dato che alcune varietà scurisco­no le cime prima di altre e le condizioni climatiche possono bruciarle legger­mente senza che la pianta sia pronta.


Corso di coltivazione di cannabis per novizi IV 04Il metodo che prevede l’osservazione dei tricomi è più affidabile. Con un microscopio o una lente d’ingrandi­mento si tengono sott’occhio i tricomi: quando la pianta è in fase di fioritura, i tricomi hanno la punta trasparente. Quando cominciano ad allentarsi le punte di questi tricomi, abbandonan­do la loro trasparenza e tornano a un colore più simile al latte, o addirittura nei toni dell’ambra. Quando la metà dei tricomi di un gruppo di fiori ha riacqui­stato un tono tra il cristallino e il latte, è giunto il momento in cui si consiglia di raccogliere, sebbene ogni coltivatore debba adattare le norme alle sue esigenze. Da un lato l’impatto climatico e le previsioni del tempo per i giorni seguenti, dall’altro il gusto personale.

Se si raccoglie una pianta prima della maturazione, si avranno meno CBD e l’effetto sarà più cerebrale, mentre se lo si fa oltre la maturazione, si otterranno più CBD e l’effetto sarà più narcoti­co. Per crearsi un criterio persona­le di coltivatore, non c’è nulla di meglio che pro­vare in momenti diversi ed essicca­re separatamente, in modo tale da poter poi com­parare i risultati e decidere qual è più gradevole.

Il raccolto

Nelle operazioni del raccolto e della potatura, è importante disporre di stru­menti adatti e affilati che taglino in maniera netta. Ci vuole uno strumento robusto per la potatura o persino un seghetto per tagliare il tallo o i rami principali. La potatura delle cime richie­de varie paia di forbici affilate. In pre­senza di muffa, è meglio usare un paio di forbici a parte per pulire le parti contaminate. È meglio tenere a por­tata di mano alcol e panni per pulire costantemente le forbici. Scegliete dei modelli comodi, perché dovrete tenerli in mano molte ore. Esistono forbici da potatura con una parte morbida all’in­terno, che facilita il lavoro. Una confe­zione di guanti in lattice usa e getta è fondamentale per tenere pulite le mani, dato che senza protezione sarebbero ricoperte da uno strato denso di resi­na. È utile tenere anche contenitori di plastica o vassoi dove lasciare le cime prime di passarle all’essiccatura.

Il sistema più tradizionale è quello di tagliare le piante intere e appenderle a testa in giù, ma non è necessario farlo così. Dato che non tutti i gruppi di fiori maturano allo stesso tempo, si posso­no raccogliere in modo scaglionato, in modo tale da avvisare i rimanenti che resta poco tempo prima della matu­razione e da permettere loro di avere maggior accesso alla luce. Un buon metodo è quello di raccogliere prima i fiori più alti e lasciare altro tempo alle cime più basse meno sviluppate. A quanto pare, l’ora in cui si ha il mag­gior contenuto di THC è la mat­tina, per cui sarà meglio raccoglie­re molto presto. La cura consiste nel togliere le foglie senza resi­na dai rami delle cime. Si comincia dalle foglie più grandi e si procede poi a eliminare quelle vicine alle cime. Tagliate le foglie dalla base per non lasciare i piccioli e da ultimo le punte delle foglioline ricoperte di resi­na. A seconda delle preferenze e della situazione climatica dove opera il colti­vatore, si può scegliere uno stile più o meno intensivo. L’ideale per il raccolto è lavorare in squadra, distribuendo i vari compiti: per esempio, uno si occupa di tagliare i rami ed eliminare le foglie più grandi, altri della cura, una quarta persona controlla il tutto alla ricerca di insetti infestanti o muffe, oltre ad appendere i rami fioriti nell’a­rea preposta. Ci sono coltivatori che preferiscono curare le piante da vive, prima di raccoglierle e alcuni giorni

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