Corso di coltivazione di cannabis per novizi IV

maggio 13, 2013
in Category: Outdoor
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prima tolgono le foglie più grandi, per poi passare alle più piccole. Questo da alla pianta un segnale del fatto che si sta avvicinando la fine dei suoi giorni, il che ne accelera la maturazione.

Essiccatura

Quando le si taglia, le piante devono essere essiccate affinché i cannabinoidi che contengono diventino psicoattivi. La luce e il calore degradano il THC, quindi le piante vanno essiccate in un luogo buio, fresco e arieggiato. La cosa normale è quella d’improvvisare dei luoghi di essiccatura utilizzando dello spago teso da un lato all’altro di una stanza o uno stendibiancheria portatile. Appendere le piante a testa in giù non aumenta la quantità di THC, sebbene sia abbastanza comodo e dia al prodot­to finale un aspetto più arrotondato. Si possono acquistare vassoi per l’essicca­tura pieghevoli, che sono molto sempli­ci da montare e trasportare, perfetti per sfruttare meglio lo spazio. Un sistema per chi voglia un’essiccatura rapida del raccolto è quello di mettere questi vas­soi in un armadio di coltura e di utilizza­re un estrattore per creare una corrente d’aria che acceleri il processo.


Corso di coltivazione di cannabis per novizi IV 03Conviene utilizzare un termoigrometro per controllare i valori corrispondenti. L’ideale è avere un’umidità di circa il 60% e in presenza di eccessi, un deumidificatore può contribuire a mantenere un ambiente adatto. Se si sono raccolte piante molto umide e contaminate da muffa, non ci sono dubbi che bisogna cercare di assicurarsi il raccolto, dando una prima spinta di riscaldamento con aria calda nel luogo di essiccatura e dopo aver eliminato il rischio che la muffa si espanda, togliendo il riscalda­mento e rallentando la fine del proces­so, per eliminare la clorofilla. Conviene utilizzare un ventilatore a bassa potenza nel luogo di essiccatura per creare una brezza che tolga l’aria all’interno, senza incidere direttamente sulle cime.

Il momento ideale oscilla fra due e tre settimane. Alla fine la pianta deve aver perso tre quarti del suo peso. Se la si essicca troppo rapidamente, la clorofilla rimane intrappolata nei tessuti vegetali, per cui avrà il sapore di foraggio per mesi dopo il raccolto, mentre un’eccessiva lentezza la porta a marcire. Se il luogo d’essiccatura è caldo e con bassa umidità, la sfida è quella di ottenere un’essiccatura lenta. Appendete le piante intere e con la maggior parte delle foglie è una buona risorsa per amministrare correttamen­te il tempo a disposizione. Nelle zone umide il problema sta nel fatto che ci mettono troppo a essiccare: in questo caso conviene spezzettare al massimo i rami e curare a fondo. Attenzione alle cime molto grosse: all’interno si può nascondere della muffa.

Conviene essiccare separatamente le varie parti della pianta. Le foglie grandi sono adatte alla cucina, quelle piccole danno un eccellente hashish, le cime principali sono quelle con il maggior effetto, mentre quelle più basse sono quelle con meno potenza. Sebbene pos­sano sembrare essiccate in superficie, le cime rimangono umide all’interno, per cui bisogna aspettare che l’essiccatura sia uniforme, prima di dichiarare chiuso il processo. Se non si vuole curare l’erba, basta aspettare che i talli fini siano ben croccanti: a questo punto si può stare certi che sia essiccata. Si da un ultimo colpetto e si conserva nei recipienti finali. Bisogna aprire i contenitori regolarmente per verificare che vada tutto bene, soprat­tutto all’inizio. Verificate che le cime non abbiano ripreso umidità: in questo caso toglietele ed essiccatele ancora un po’ prima di rimetterle nei contenitori.

Per chi è ansioso di provare il raccolto, esi­stono metodi di essiccatura rapida, sebbe­ne non siano consigliati, perché rovinano l’aroma e degradano parte del THC. Ad ogni modo, se il desiderio di un assaggio precoce è forte, si può fare una prima essiccatura usando vari sistemi. Il gel di silicio assorbe l’umidità: mettete in un recipiente uno strato di silicio, della carta assorbente e alcune cime. È possibile inol­tre utilizzare un forno, dando qualche colpetto di caldo moderato e lasciandolo semiaperto. Un deumidificatore al massi­mo ci mette un paio di giorni, ma l’erba così è molto più fumabile, rispetto a quan­to non sia con metodi più frettolosi.

Affumicatura e conservazione

L’affumicatura è una sorta di fermen­tazione controllata, durante la quale i sapori si condensano e la fragranza si addolcisce. Per affumicare si rallen­ta l’essiccatura delle cime, prima che arrivi alla fase finale e si deve dunque passare dal luogo di essiccatura a sca­tole di cartone o cassette di legno, come quelle usate per

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