Corso intensivo sulla coltivazione con LED

febbraio 12, 2014
in Category: Indoor, LED
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Nonostante i LED (Diodi a Emissione Luminosa) esistano dagli Anni Sessanta e la coltura indoor sia stata praticata in maniera diffusa negli ultimi decenni, un connubio proficuo dei due non si è ancora verificato. In quanto tecnologia, i LED non hanno catturato l’immaginazione dei coltivatori e la maggior parte di essi li considera una fonte luminosa inferiore che, al meglio, può essere utilizzata per integrarne altre. Ma i LED producono meno luce rispetto alle fonti HID o questa tecnologia non è ancora stata utilizzata al meglio?

Il tipico approccio monocromatico si ritrova ancora in alcuni pannelli.

I primi pannelli di coltura a LED sono stati prodotti utilizzando l’approccio monocromatico. Venivano usati singoli colori per produrre lo spettro desiderato per le piante, o per lo meno quello che i produttori ritenevano fosse il meglio. Si tratta dei LED che la maggior parte di noi ha in mente. Le foto di piante sotto una combinazione di luce blu/rossa sono una cosa che tutti noi abbiamo visto almeno una volta. Tale combinazione
coltivazione con LED 01 di blu e rosso derivava dall’idea che le piante avessero bisogno di luce blue per la fase vegetativa e di luce rossa per la fioritura: una nozione semplicistica su come le piante usano la luce.

Quel tipo di luce ha deluso molte persone, perché nonostante fosse piutto­sto decente per la fase vegetativa, al momento della fioritura si è rivelato un vero flop. Cime deboli senza sostanza su piante bruciate a causa di un ecces-


so di luce rossa sono alcuni dei problemi provocati dai LED, che li hanno condannati a una cattiva reputazione nel mondo della coltura. Al contempo, i pannelli di quel periodo erano incredibilmente cari e i risultati, come abbia­mo visto, estremamente dubbi.

Due anni fa circa si è verificato il primo grande cambiamento nello spettro dei pannelli a LED. A un certo punto i produttori hanno dato un’occhiata al sole e si sono accorti che non era solo una combinazione di blu e rosso. Il sole infatti ha un intero spettro di luce che subisce piccoli adeguamenti a seconda della stagione, cosa già nota ai coltivatori e motivo per cui hanno usato la luce bianca per la fase vegetativa (soprattutto sotto forma di fonti ad alogenuri metallici) e la luce calda bianca per la fioritura (sotto forma di fonti di sodio ad alta pressione).

Da quel punto in poi si è mosso qualcosa, in quanto gli sviluppatori avevano uno spettro noto che costituiva la base di lavoro da cui partire. Allo stesso tempo, una nuova filosofia è entrata nel campo della progettazione dei pannelli, ossia l’utilizzo del raffreddamento passivo in contrasto al raffreddamento attivo, l’uni­co utilizzato fino a quel momento. Il raffreddamento passivo richiede un dissipa­tore di calore sufficiente ad assorbire e dissipare nell’ambiente il calore prodotto dai LED senza il supporto di ventilatori, cosa che accade nel raffreddamento atti­vo. Potrebbe sembrare un cambiamento da poco nella progettazione, ma è un elemento importante nella coltura. A parte il fatto che i pannelli che utilizzano il raffreddamento passivo non hanno ventilatori interni che potrebbero rompersi, hanno l’ulteriore vantaggio di
coltivazione con LED 02rilasciare istantaneamente il calore nell’ambiente dall’intera struttura e non solo da un punto in particolare, come accade nel raf­freddamento attivo. Se si parla di coltura indoor, dove gli spazi sono piuttosto limitati, una tenda ben ventilata non avrebbe assolutamente alcun problema a utilizzare i pannelli che usano il raffreddamento passivo, mentre i pannelli a raffreddamento attivo richiederebbero spazio a sufficienza in cui incanalare il calore mediante ventilatori, che verrebbe poi dissipato nell’ambiente.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: molto di ciò non sarebbe successo se innume­revoli maghi del fai da te non avessero fatto esperimenti con i pannelli LED creando le loro versioni personalizzate. La base di conoscenza creata nei forum dal punto di vista della meccanica ma anche della coltura, sulla progettazione e produzione dei pannelli LED si è dimostrata preziosissima per i produttori che hanno lanciato così nuove idee. Analogamente, molti dei nuovi produttori sono entrati nel settore grazie al design semplice che ha consentito loro di produrre a basso costo.

Il settore dei LED di oggi ci ricorda la storia dell’informatica negli Anni Settanta. Non c’è uno standard, ogni tipo di approccio può essere seguito e nessuno sa cosa succe­derà d’ora in poi, in quanto ci sono possibilità illimitate e la flessibilità che offrono è ciò che alimenta la sperimentazione con i LED. Ci troviamo a un crocevia di tecnologie in cambiamento (le fonti HID, a elevata emissione luminosa, fra un paio d’anni non verranno più prodotte) e questo enorme vuoto andrà colmato. Allo stesso

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