Non esauritevi per l’allungamento – Cannabis Coltivare in indoor

febbraio 12, 2014
in Category: Indoor
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coltiva­tore commerciale può farlo per ottenere determinati raccolti, in modo tale che tutte le varietà siano pronte per il raccolto nello stesso momento. La tecnica DIF può esse­re facilmente applicata all’area di coltura moderando le temperature diurne e not­turne. Se si mantiene una lieve DIF positiva di pochi gradi, le piante continueranno a crescere al ritmo desiderato, con uno spazio internodale ridotto.

Se per qualsiasi motivo volete frenare leg­germente la crescita delle vostre piante (magari state aspettando che si liberi spazio nell’area di fioritura) e decidete di mantene­re una DIF negativa (ossia tenere la tempe­ratura notturna più elevata di quella diurna), tenete in considerazione che l’umidità può aumentare notevolmente quando le luci sono spente e dovete assicurarvi che l’area sia sufficientemente arieggiata per preveni­re la comparsa di muffe.

Una tecnica che è possibile utilizzare è “l’impulso della mattina fredda”. Si abbassa la temperatura dell’area di qualche grado nelle prime due-tre ore di luce e poi la si lascia aumentare fino ad arrivare a una DIF positiva. Si dice che abbia un effetto simile al mantenimento di una DIF negativa, ma riduce il rischio che l’umidità salga alle stelle.

Potete ottenere l’effetto “impulso della mat­tina fredda” utilizzando un estrattore regola­to mediante termostato, in un’area piccola, o con aria condizionata in un’area più grande.


Coltivare in indoor 03Si non vi trovate con le procedure tecniche e volete semplicemente che le vostre piante crescano a un ritmo decente, preoccupa­tevi soltanto di evitare che le temperature notturne scendano troppo rispetto a quelle diurne e tutto andrà bene.

La fase seguente riguarda l’illuminazione. Assicuratevi di avere sufficiente intensità luminosa per la vostra area o le vostre piante si allungheranno in cerca di luce e cresceranno con una distanza interno-dale consistente. Come abbiamo visto in precedenza, dovrete alzare le fonti di luce perché ci sia abbastanza spazio per le piante più alte e il risultato sarà la perdi­ta di spazio estremamente prezioso che avreste potuto riempire di cime.

In un mondo (o area di coltura) ideale, la pianta raggiungerà il potenziale ottimale di fioritura se tutti i punti in cui nascono le cime sono colpiti da luce della stessa intensità. La pianta sarà illuminata omogeneamente e produrrà cime dense dalla punta alla base. Un buon esempio di questo sono le piante che crescono outdoor, con molto spazio a disposizione attorno a sé. Questo accade perché la luce del sole riesce a penetrare in profondità nelle foglie della pianta e tutte le cime ricevono la stessa intensità lumino­sa. Cercate “Jorge Cervantes” su YouTube e vedrete molti esempi validi.

Con l’illuminazione artificiale, l’intensità della luce diminuisce esponenzialmente con la distanza. Non entreremo nei detta­gli matematici in questo caso – lo faremo in un altro articolo sulla legge del quadra­to inverso – perché è sufficiente dire che è sorprendente sapere quanta intensità perde una lampadina da 600 watt a una distanza di soli 30 centimetri. Per questo motivo, quando si coltiva indoor, le cime nella parte inferiore della pianta sono pic­cole e poco dense. La luce artificiale non riesce a penetrare nelle foglie e a svilup­pare queste zone difficili da raggiungere.

In generale, i coltivatori britannici ed euro­pei tendono a utilizzare una sola fonte di luce APS da 600 watt per ogni 1-1,2 metro quadrato di spazio di coltura, il che è senza dubbio una buona scelta, ma è possibile che si debba lavorare con piante che si allungano sotto questa quantità di watt. Dovete assicurarvi che l’intensità della luce sia il più alta possibile, abbassando la fonte di luce fino ad avvicinarla alle punte della pianta, senza però che si brucino. Ci sono vari tipi di riflettori in commercio che aiuta­no a dissipare il calore generato dalla lam­padina. Per citarne un paio: i riflettori a ombrello parabolico o gli Adjust-A-Wing. Anche i riflettori raffreddati ad aria sono una buona scelta. Assicuratevi però di seguire la manutenzione del vetro e dell’alluminio dei riflettori, tenendoli puliti per l’intero ciclo di coltivazione. La polvere riduce notevolmen­te l’intensità della luce. Il vetro sporco può ridurre i livelli di luce addirittura del 20%.

Non cé un’altezza ottimale per la fonte di luce che usate. Tutto dipende dai fattori ambientali, dalla strumentazione utilizza­ta e anche dalla varietà, dato che alcune varietà tollerano meglio il calore rispetto ad altre. Ad ogni modo, in linea di massima per una fonte da 600 watt, cominciate con una distanza di 90-100 centimetri dalla lampadina nel caso di piante giovani e riducete la distanza fino ad arrivare a 45 centimetri, man mano che le piante matu­rano. Una prova è mettere

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