QUANDO LA CANAPA CURA LA SCHIZOFRENIA E COSA È MEGLIO EVITARE

febbraio 12, 2014
in Category: MEDICAL CANNABIS
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Uno psicofarmaco naturale

Sembra sempre più di vivere in un mondo schizofrenico e ciò è causa­to, probabilmente, proprio dalla mancanza di canapa nei vari cicli della vita. D’altro canto, crescendo nella repressiva società romano-cattolica, avere delle psicosi o l’essere un po’ schizofrenici diventa un fattore umano del tutto naturale e in queste piccole cose la cannabis può essere molto utile. In caso di una storia personale o famigliare di psicosi il consumo va però evitato, se non sotto controllo medico.

Come spiega bene un anziano conta­dino marocchino nel film documen­tario disponibile su internet, Hashisch Ein Dorf auf Drogen (ovvero, Hashisch, Un villaggio sulle droghe), disponibile
MEDICAL CANNABIS 02 anche con sottotitoli in italiano: « … il gusto della cannabis è differente in ogni fiore, dolce, come il miele o lo zucchero … Se fumi qualcosa, la testa inizia a muoversi per capire cosa fare … ricordi il passato … cosa ti ha portato fortuna … quali sono invece stati gli errori … fai il giudizio del tribunale a te stesso, rivi­vendo quando sei stato buono o cattivo con gli altri …. Se stai facendo qualcosa, invece, pensi al tuo lavoro, a quello che svolgi. … Tutto ciò aiuta a calmare il pazzo, che dopo la cannabis, si tran­quillizza, si siede, se prima era in piedi e agitato, tornare a parlare normalmente, dando le risposte giuste».

Ecco come la cannabis possa per molti sostituire il sempre più necessario psicolo­go della società proibizionista. Ma anche come possa, contrariamente a quanto ritenuto dalle grandi religioni, restituire ad ognuno il ruolo di profeta di se stesso. Secondo la descrizione esistono il bene e il male ma sono interconnessi, non entità separate, mentre non esistono peccati ma errori a generare sfortuna o buone azioni a portare fortuna.

La cannabis, praticamente, passa al setaccio il nastro della coscienza e, facendo rivivere l’errore compiuto fino in fondo, riesce, nell’uso religioso come quello rastafariano, a permet­tere di espiare il peccato tramite la comprensione dello sbaglio compiuto. Alla faccia della supposizione che la cannabis faccia male alla memoria! Tra l’altro, se c’è bisogno, il suo consumo porta ad elaborare vissuti anche molto lontani del tempo.

Le religioni le ha inventate l’uomo, men­tre in natura non c’è bisogno di nessuna confessione da parte di qualcuno, ci pensa la sacra cannabis. D’altro lato, rivivendo anche momenti in cui la per­sona si è comportata bene con gli altri, permette l’esaltazione della coscienza. Una coscienza sempre più flebile in que­sto mondo proibizionista, basta osser­vare l’indifferente maniera di sporcare il pianeta. In molti soggetti, infatti, la canapa fa la differenza tra l’avere o no una coscienza.

L’effetto benefico sulla salute mentale, deriva anche dalla profonda introspe­zione innescata, che permette di cono­scersi meglio, interagendo con il proprio cervello, a volte con dei veri e propri dialoghi interni, esattamente come il regista fa capitare al personaggio di Homer Simpson, nel fortunato cartone animato televisivo.

I sintomi psicotici – secondo una ricerca condotta nel 1999 dai pro­fessori Leweke, Giuffrida e Piomelli dell’Università di Colonia e pubbli­cata su Clinical Neuroscience – sono caratterizzati da una produzione abnorme di alcuni endocannabinoidi (Anandamide e Palmitoiletanolamide) per il cervello e da una bassa produzione di altri endocannabinoidi (Arachidonilglicerolo, per esempio).

L’eccesso di endocannabinoidi potreb­be essere dovuto a un’alimentazio­ne troppo ricca di grassi cattivi o dal movimento frenico. Per la cura di que­ste patologie è quindi innanzitutto necessario cambiare lo stile di vita. Se non ci si riesce da soli, alcune varietà di cannabis, le Indica in particolare, ricche di CBD (Cannabidiolo), a volte sono un valido assistente nella terapia, interrompendo la produzione di endo­cannabinoidi per bilanciare la presen­za totale di cannabinoidi nel corpo. Questa sua azione si verifica anche grazie al rallentamento innescato dal consumo a porre l’individuo in sinto­nia con i ritmi della natura, riducendo ansia, paranoia e stress. Consumando varietà Sative, si ritiene invece, una persona con problemi mentali potreb­be veder aumentare il rischio di epi­sodi psicosi, relativamente al periodo d’intossicazione.

Il conforto della cannabis per la salu­te mentale è sostenuto, per esempio, anche da Vincenzo Di Marzo, coordina­tore dell’Endocannabinoids Research Group di Pozzuoli. Intervistato

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