Cannabis sportiva nuova frontiera della legalizzazione

febbraio 17, 2015
in Category: OVERGROW
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Cannabis sportiva nuova frontiera della legalizzazione

di Anna Madia – 16.02.2015 |
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È la nuova tentazione dei maratoneti prima e dopo la corsa. Attenua i crampi, allevia i dolori muscolari e riduce il senso di nausea da affaticamento. Legalizzata in 23 Stati negli Usa a scopo terapeutico (e in 4 anche a scopo ricreativo), la cannabis adesso spopola tra gli amanti della 42 chilometri.
Ma i medici sono d’accordo? Non tutti.
Da una parte c’è chi si astiene dal giudizio. Perché non è certo che questa sostanza migliori le performance e agevoli il recupero fisico. Con in più la preoccupazione che possa portare rischi per la salute. Visto che, a loro avviso, incrementa le pulsazioni cardiache con un conseguente sovraffaticamento di cuore e polmoni. Senza contare i pesanti, negativi riflessi sulle capacità cognitive. Specie se a farne uso abituale sono sportivi giovani e giovanissimi.
Dall’altro lato non sono pochi i ricercatori che si schierano a favore della marijuana per fini sportivi. Tra tutti spicca Donald Abrams. Docente presso l’università della California, che ricorda come la sostanza certamente riduca il dolore e rilassi i muscoli. Anche perché, sostienea Abrams, è proprio in questo modo che agiscono anche alcuni recettori cannabinoidi presenti naturalmente nel nostro organismo. Essi aiutano addirittura i malati di Hiv a sopportare il dolore neuropatico.
I cannabinoidi come ottimi analgesici, insomma. Oltre che in campo medico, poi, si discute in quello etico. Runners, campioni di triathlon, snowboarders: in tanti, e per diverse discipline, ammettono ormai di fare uso della cannabis. Ma è giusto che questo accada? Anche qui troviamo pareri discordanti e non poche contraddizioni.
Per Il World Anti-Doping Agency la risposta è no. E continua a considerare proibita la sostanza. Al tempo stesso, però, oggi tollera livelli di Thc più alti che in passato. Di fatto, un atleta che usa cannabis viene sanzionato soltanto nel caso in cui se ne serva nel giorno del test anti-doping.
Una linea di tenue apertura che è scelta anche dalla National Football League nordamericana. Soglie di tolleranza innalzate e un cambiamento di mentalità che è specchio dei tempi. Secondo le stime, infatti, il 40-50% degli atleti della Lega si serve della marijuana specchio di una società civile statunitense che ha cambiato approccio nei confronti delle droghe leggere.


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